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PARSIFAL

PROGETTI


STUDIO PARSIFAL

STUDIO OSSERVAZIONALE GIA' CONCLUSO

Pazienti ipertesi con altri fattori di rischio cardiovascoIare:

Indagine osservazionale presso

centri di medicina generale Italiani.

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L’ipertensione arteriosa è una condizione patologica che interessa oltre il 60% degli italiani al di sopra dei 65 anni (studio Ilsa del CNR) ed è riconosciuto come uno dei più importanti fattori di rischio cardiovascolare.

L’obiettivo dello studio Parsifal è valutare lo stato del controllo pressorio nei pazienti ipertesi con valori pressori non adeguatamente controllati e in presenza di altri fattori di rischio cardiovascolare. L’analisi è stata realizzata su 5mila pazienti ipertesi e con presenza di fattori di rischio quali per esempio fumo, obesità, ipercolesterolemia, sedentarietà e diabete di tipo 2. Lo studio ha coinvolto 376 medici di medicina generale distribuiti su tutto il territorio nazionale, in 49 Asl.

I dati preliminari dell’osservazione di circa 3mila pazienti evidenziano un’età media di 61 anni e valori pressori medi di 154/97 mmHg. La variazione della terapia antipertensiva, sebbene valutata al momento solo sul 20% del campione di pazienti esaminato (dato parziale), si riscontra solo nel 54% dei pazienti. Sembra pertanto già emergere una tendenza all’inerzia da parte del medico di medicina generale nella gestione del paziente iperteso: a fronte cioè di una inadeguata risposta al trattamento finalizzato a ripristinare i valori pressori auspicati, non corrisponde un ulteriore intervento farmacologicamente efficace da parte del medico curante.

Per quanto riguarda gli end point di questa indagine, cioè la misura dell’esito clinico, quello primario è rappresentato dalla valutazione dei pazienti in adeguato controllo pressorio (identificando come valore di riferimento quello al di sotto di 140/90 mmHg e di 130/80 mmHg per i pazienti anche diabetici), in una popolazione di pazienti ipertesi non adeguatamente controllati tramite la registrazione convenzionale della pressione arteriosa sistolica e diastolica nel corso di un periodo di follow-up di 12 mesi. Tra gli end point secondari sono previste le variazioni del rischio cardiovascolare, l’aderenza alle linee guida ESH/ESC della European Society of Hypertension e della European Society of Cardiology, la frequenza di eventi cardiovascolari occorsi durante l’osservazione, le analisi di tipo farmaeconomico sul consumo di risorse (quali costi di ricovero, costi per visite specialistiche, ecc.).

I risultati sull’intero campione sono in fase di analisi.

 
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